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Le chiese più belle dove sposarsi a Messina

2 Giugno 2018
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Nonostante la tendenza del momento veda sempre più matrimoni celebrati con rito civile, la tradizione vuole che la più classica delle cerimonie avvenga in chiesa, accompagnata da tutta la sua imponenza e solennità.

Chi decide di non rinunciare al rito religioso si trova di fronte a un’importante scelta da compiere nell’istante successivo in cui viene fatta e accettata la fatidica proposta del “mi vuoi sposare”: in quale chiesa vogliamo celebrare il nostro matrimonio?

C’è chi fa una scelta di cuore, perché legato a un ricordo d’infanzia, al senso di appartenenza verso una determinata chiesa; e chi fa una scelta di testa, prediligendo una chiesa rispetto a un’altra per specifici canoni estetici o per la posizione, come la vicinanza alla casa della sposa oppure alla sala in cui si svolgerà il ricevimento, per la felicità e la comodità di tutti gli ospiti.

A Messina, nonostante alcuni eventi catastrofici ci abbiano portato via molte chiese, distruggendo il preziosissimo patrimonio storico, artistico e religioso della nostra città, conserviamo ancora pochi ma inestimabili luoghi di culto che mantengono, ancora, intatta la loro antica aurea.

Tra questi spiccano:

    • la Chiesa di Santa Maria Alemanna, espressione più alta dell’arte gotica in tutta l’area del Mediterraneo, adesso conosciuta come la chiesa sconsacrata al cui interno vengono organizzate mostre, eventi, spettacoli e, chiaramente, matrimoni con rito civile;

 

    • la Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani, in pienissimo centro città, espressione dell’arte normanna con influenze bizantine, in cui si fondono gli stili bizantino, romanico, arabo e normanno, creandone un capolavoro;

 

    • il Duomo, intitolato a S. Maria e poco distante dalla Chiesa dei Catalani, che si distingue per la sua facciata, per il campanile e per l’orologio astronomico più complesso al mondo che si aziona tutti i giorni alle 12 in punto, intonando l’Ave Maria di Schubert;

 

    • il Santuario della Madonna di Montalto, il primo edificio di culto ricostruito dopo il terremoto, situato sul colle della Caperrina e rivolto verso il mare, dando modo di godere del panorama dello Stretto di Messina dalla sua piazza antistante;

 

    • la Chiesa della Madonna di Pompei, ricostruita ben due volte, prima a causa del terremoto e poi in seguito alla Seconda Guerra Mondiale, si trova in una posizione più elevata e con un enorme piazzale davanti all’entrata in modo da poter osservare tutto lo Stretto;

 

    • la Chiesa di Santa Caterina di Valverde, in una delle vie più centrali di Messina, fu ricostruita per ben tre volte ma conserva diversi elementi provenienti dalle diverse epoche che l’hanno attraversata. L’ingresso è delineato da portico, al quale si accede dall’ampio spiazzo antistante mediante cinque gradini;

 

    • la Chiesa di Sant’Antonio Abate, in un’altra centralissima via della nostra città, a cui si accede dopo aver salito un paio di scalini che portano all’ingresso affiancato da quattro colonne, dal tipico stile romano;

 

    • la Basilica con cattedrale del Santissimo Salvatore comprende la nuova Cattedrale dell’Archimandritato, un’istituzione religiosa con scuole, cinema, palestre e oratorio. La sua struttura, a pianta rettangolare e dallo stile barocco, si distingue per un timpano entro il quale risalta  una figura di Cristo, opera del messinese Sutera, sormontato da una cupola che fa da baricentro a tutto il complesso. L’unico neo per chi sceglie di sposarsi qui è la difficoltà nel trovare parcheggio;

 

    • la Chiesa di Santa Maria dello Spirito Santo, in una viuzza di Piazza del Popolo, piena di stucchi e affreschi di inestimabile bellezza e pregio, come la “Discesa dello Spirito Santo” del pittore Ovidio Fonti. In tempi recenti, le suore Figlie del Divino Zelo hanno fatto riportare alla luce, facendo togliere tutti gli intonaci esistenti, le vecchie mura  in pietra del monastero risalenti al sec. XIV;

 

    • la Chiesa di Santa Maria della Grotta, in via Consolare Pompea, proprio sul lungomare della nostra città. Ricostruita per la terza volta, riproduce l’antico tempietto del Gullì ed è realizzata in cemento armato secondo le nuove norme antisismiche. L‘opera principale, e maggiormente ammirata, è il quadro raffigurante la Natività di Gesù e l’adorazione dei pastori, collocata proprio al centro del tempietto circolare.

 

 

 

Possiamo definire queste le principali chiese di Messina, non le più importanti ma, di sicuro, le più ricche di storia. Adesso non vi resta che compiere la vostra scelta!